di Maria Caterina Bombarda
Come ogni anno, anche nel 2026 AVOC partecipa con convinzione e continuità all’iniziativa di sostegno alle persone detenute in occasione del mese di Ramadan, che quest’anno si svolgerà dal 17 febbraio al 19 marzo 2026.
Un impegno che non nasce dall’emergenza, ma dalla scelta consapevole di esserci, nel tempo, accanto a chi vive la detenzione in una condizione di particolare fragilità.
L’iniziativa è realizzata insieme al Coordinamento Carcere Navile, al Quartiere Navile, a Empori Case Zanardi – Comune di Bologna, alla Comunità Islamica di Bologna, Associazione Uva Passa e a Islamic Relief, in collaborazione con l’Ufficio del Garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale. Una rete ampia e plurale, che dimostra come il carcere non sia un mondo separato, ma uno spazio che interroga la responsabilità collettiva.
Un dato che interpella
Secondo il Rapporto Antigone, al 31 marzo 2024 i detenuti stranieri presenti nelle carceri italiane erano 19.108, pari al 31,3% della popolazione detenuta complessiva. Una percentuale significativa, che invita a riflettere non solo sulle condizioni materiali della detenzione, ma anche sulle dimensioni identitarie, culturali e religiose che la attraversano.
Per molti cittadini stranieri, vivere in un altro Paese significa mettere continuamente in discussione la propria identità. In questo contesto, il concetto di “integrazione” rischia talvolta di essere percepito come una rinuncia alla propria storia, alla propria lingua, alla propria fede.
Questa tensione si accentua in carcere, dove la privazione della libertà si somma alla distanza dalla famiglia, alla barriera linguistica e alla difficoltà di comprendere il sistema giuridico e penitenziario.
Un gesto concreto che parla di diritti
È dentro questo quadro complesso che si inserisce l’iniziativa per il Ramadan. Come segno concreto di vicinanza, sostegno e attenzione, particolarmente importante per le persone più vulnerabili, verrà distribuita una sporta di alimenti contenente, tra le altre cose: olio, latte, riso, legumi, biscotti, datteri, succhi e tè.
Le sporte saranno destinate a 250 persone adulte detenute alla Dozza e a tutti i 50 ragazzi detenuti al Pratello.
Ogni partner contribuisce mettendo a disposizione risorse economiche o beni alimentari; AVOC, da sempre impegnata in questa iniziativa, si occuperà dell’acquisto degli alimenti mancanti, confermando una presenza costante e affidabile.
Il valore del volontariato
Questa iniziativa non è solo una distribuzione di beni materiali. È un gesto che riconosce la dignità delle persone, il loro diritto a vivere la propria fede, la propria identità e il proprio tempo di detenzione senza essere ridotti a numeri o categorie.
È un modo concreto per dire che il carcere riguarda tutti e che il volontariato, quando è continuo e condiviso, può diventare un ponte tra dentro e fuori, tra istituzioni e società civile, tra differenze che non devono trasformarsi in distanza.
📍 Luogo di confezionamento
Via Pallavicini 13, Bologna – Sala Verde
🗓 Giorni e orari
- Lunedì 3 febbraio: dalle 15.30 circa – scarico dei prodotti
- Martedì 4 febbraio: dalle 9.30 circa – confezionamento delle sporte
👉 giornata fondamentale: servono molti volontari per concludere il lavoro in giornata - Mercoledì 5 febbraio: carico dei pacchi e consegna ai due istituti
👉 servono volontari anche per lo scarico all’interno dei carceri
Partecipare significa fare spazio. E, insieme, rendere il carcere un luogo un po’ più umano.
