di Maria Caterina Bombarda
Ci sono storie che vale la pena leggere. E ci sono sguardi che vale la pena ascoltare.
“L’Italia vista dalla Dozza” è una piccola, bellissima fanzine a fumetti nata all’interno della Casa circondariale di Bologna “Rocco d’Amato”, grazie a un laboratorio di fumetto promosso da AVOC nell’ambito di Estate Dozza 2026.
Il laboratorio si è svolto dal 24 al 28 agosto e ha coinvolto 13 persone detenute, che sono diventate autrici e autori di questa pubblicazione: hanno scritto i testi, immaginato le storie e realizzato i disegni, mettendo in queste pagine il proprio punto di vista sull’Italia, sul presente e soprattutto sul futuro.
Un lavoro essenziale, nato con strumenti semplici, ma capace di restituire uno sguardo sorprendentemente ricco, ironico, lucido e profondamente umano.
Un grazie di cuore va ai conduttori del collettivo di graphic journalism C.R.E.P.E, che hanno accompagnato il laboratorio, e alla docente Selva Oscura, per la conduzione in aula e per aver contribuito a trasformare idee, parole e immagini in una pubblicazione che oggi possiamo condividere.
Un’Italia vista da dentro
Leggere L’Italia vista dalla Dozza significa entrare in contatto con uno sguardo che spesso rimane nascosto.
E forse proprio per questo questa piccola fanzine ci interroga.
Perché, pagina dopo pagina, ci accorgiamo che dietro le sbarre, al di là delle storie personali e delle vicende che hanno portato ciascuno a scontare una pena, ci sono persone che condividono con tutti noi desideri e preoccupazioni molto semplici e profondi.
La ricerca di un futuro possibile.
Il desiderio di costruire il proprio avvenire.
La speranza di vivere in un Paese nel quale l’istruzione non sia in declino, ma continui a essere considerata una delle fondamenta della società.
L’idea che le risorse pubbliche possano essere investite nella cultura, nella scuola e nella sanità, oltre che in altri ambiti che oggi occupano una parte importante del dibattito pubblico.
E poi c’è la consapevolezza, forse ancora più sorprendente, che l’Italia, con tutte le sue contraddizioni e i suoi problemi, rimane un Paese straordinario: un luogo fatto di differenze, culture, persone e storie che possono incontrarsi e rendere la nostra società più interessante e più ricca.
Uno sguardo che, alla fine, sembra ricordarci una cosa molto semplice: gli obiettivi a cui aspiriamo non sono poi così diversi.
Anche chi sta scontando una pena desidera stare meglio, avere una possibilità, poter immaginare un domani, vivere in una società che funzioni e che sappia investire nel futuro.
Il valore di dare voce
Per AVOC, questo laboratorio rappresenta anche questo: creare occasioni di espressione, relazione e partecipazione dentro il carcere, costruendo piccoli ponti tra ciò che accade dentro e ciò che accade fuori.
Perché il carcere non è un mondo separato dal resto della società. È parte della nostra comunità. E ascoltare le persone che lo abitano significa anche provare a conoscere meglio una parte di realtà che spesso rimane invisibile.
L’Italia vista dalla Dozza è un piccolo oggetto editoriale, ma porta con sé una domanda grande: quale futuro vogliamo costruire insieme?
Per questo vi invitiamo davvero a leggerla.
Non soltanto per scoprire il talento e la creatività delle 13 persone detenute che l’hanno realizzata, ma per lasciarvi sorprendere dal fatto che, dietro prospettive e percorsi di vita molto diversi, esiste un terreno comune fatto di desideri, speranze e bisogni profondamente umani.
Un piccolo gioiello nato in carcere, che dal carcere prova a guardare il Paese e a restituirgli il proprio sguardo.
Buona lettura.















